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Microchip

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Nel febbraio 2004, nell’ambito della normativa dell’Anagrafe Canina Regionale, è divenuto obbligatorio l’uso del microchip (sequenza numerica di 15 cifre) per tutti i cani presenti sul territorio nazionale, in alternativa al tatuaggio. Inizialmente la sua applicazione venne affidata ai Veterinari ASL ed ai Liberi Professionisti accreditati, già abilitati ad apporre i tatuaggi.

Contemporaneamente alla ufficializzazione del microchip fu istituita un’Anagrafe Canina Nazionale, alla quale far riferimento per la consultazione dei dati online. L’accesso ai dati personali del proprietario può essere effettuate solo a livello regionale, per il mantenimento della privacy. Questa iniziativa non risultava obbligatoria per nessuna specie animale. Nell’ottobre 2005, con l’introduzione del passaporto (documento per l’espatrio dei piccoli animali) l’obbligatorietà è stata introdotta per tre specie animali: il cane, il gatto ed il furetto. Tale normativa obbliga tutti i proprietari di cani all’applicazione del microchip ed a far registrare i dati propri e del proprio animale nell’Anagrafe dedicata, anche se non si -sono mai recati all’estero. Per gatti e furetti, invece, resta l’obbligo solo in funzione del passaporto. Il proprietario può fare inserire il microchip da un Veterinario Libero Professionista accreditato ASL (dal 2017 ATS, Azienda Territoriale Sanitaria) o da un Veterinario ASL (ora ATS). L’accesso alla banca dati è consentito, quindi, solo ai Veterinari ATS od ai Liberi Professionisti accreditati, ma questi ultimi possono vedere solo i dati della propria regione operativa. Per questo motivo, quando si smarrisce o quando si trova un animale, è consigliabile rivolgersi alle strutture preposte: ATS, Canili Municipali e/o autorizzati, dove sia possibile accedere alla banca dati Nazionale/Regionale, per l’identificazione ed il ritrovamento del proprio animale.

In breve:

1) febbraio 2004: introduzione del microchip per i cani, in sostituzione del tatuaggio, con obbligatorietà per tutti i soggetti presenti sul territorio nazionale; nell’Anagrafe Canina regionale veniva inserito il numero di microchip (al posto del tatuaggio), con i dati completi sia del cane, sia del proprietario.

2) febbraio 2004: istituzione dell’Anagrafe Canina Nazionale, non obbligatoria.

3) ottobre 2005: arriva il Passaporto, Libretto Sanitario di vaccinazione Ufficiale (rilasciato solo dai Veterinari ATS) , indispensabile per l’espatrio; anche il microchip diventa “obbligatorio”, oltre che per i cani, anche per gatti e furetti, ma per le ultime due specie solo per l’espatrio. Validità e rinnovo dello stesso sono subordinate alla Vaccinazione Antirabbica precontagio, per l’estero.

4) ottobre 2005: obbligo di inserire i dati dei cani (per i gatti e i furetti questo è obbligatorio solo per l’espatrio) nell’Anagrafe Nazionale (quella dei gatti si chiama Anagrafe Felina Nazionale).

5) l’applicazione di un microchip al proprio gatto aveva in origine solo un valore identificativo, cioè serviva, ad esempio, ai fini assicurativi o per identificare un animale se sottoposto ad esami di screening, per supportare l’idoneità alla riproduzione o per attestarne la buona salute. Ma non essendoci una anagrafe dedicata, era impossibile, leggendo il microchip, risalire al proprietario.

6) l’istituzione di una anagrafe felina permette, in caso di smarrimento, di poter identificare il proprietario e di ritrovarlo.

7) Nel 2013-2014 è stata istituita l’Anagrafe degli Animali d’Affezione (A.A.A.), sia Regionale, sia Nazionale, comprendente le tre specie animali, cani gatti e furetti, per poter superare gli inconvenienti osservti in precedenza.

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