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Osteosarcoma

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L’osteosarcoma (OSA) è un tumore maligno mesenchimale, rappresenta circa l’85% di tutti i tumori ossei primari nel cane ed è quasi esclusivo delle razze grandi o giganti. L'età media d’ insorgenza è di 8-10 anni ma colpisce anche soggetti giovani. Le razze più rappresentate sono Rottweiler, Pastore Tedesco, Boxer, Dobermann, Setter Irlandese. La localizzazione più frequente è lo scheletro appendicolare (75 % dei casi), meno frequente lo scheletro assiale (25% dei casi). L’ OSA appendicolare insorge più spesso a carico degli arti anteriori che in quelli posteriori. L’ OSA extrascheletrico è raro, ma può localizzarsi in organi viscerali, sottocute e muscoli (ghiandola surrenale, occhio, ileo, reni, fegato, milza, testicoli, vagina).

L'eziopatogenesi dell’OSA è sconosciuta ma vari fattori predisponenti possono portare al suo sviluppo. I cani con un peso corporeo superiore a 40 kg sono più predisposti rispetto ai cani più piccoli.

Si sono ipotizzati altri fattori di rischio quali radioterapia, microtraumi da sforzo, impianti metallici, protesi d’ anca e, recentemente, è stata segnalato in letteratura che anche l’infarto osseo, come conseguenza di alcuni interventi ortopedici, possa predisporre all’ insorgenza dell’OSA.

L’ osteosarcoma è una neoplasia aggressiva ed invasiva, con un alto potenziale metastatico. Questa neoplasia metastatizza prevalentemente ai polmoni e con frequenza minore alle altre ossa, ai linfonodi regionali ed ad altri tessuti molli. Meno del 10% dei cani hanno evidenza radiografica di metastasi al momento della diagnosi, mentre il 90% presenta micrometastasi.

 

 

 

SEGNI CLINICI

I segni clinici dipendono dalla posizione dei tumori primari: nell’ OSA appendicolare i segni clinici tipici sono zoppia, con o senza dolore evidente, e gonfiore locale, che di solito è una conseguenza dell’estensione del tumore nei tessuti molli circostanti.

 

DIAGNOSI E STADIAZIONE

La diagnosi si basa su un accurato esame clinico generale e particolare, esame radiografico del segmento osseo interessato, esame radiografico del torace, esami di laboratorio, prelievo bioptico e biopsia ad ago sottile della lesione primaria e di ogni linfoadenopatia sospetta.

Radiograficamente l’OSA appendicolare può presentarsi come una lesione osteolitica, osteoproduttiva od entrambe associate.

Le metodiche di diagnostica avanzata, come ad esempio tac e risonanza magnetica, possono svolgere un ruolo importante nella stadiazione del paziente, in quanto sono in grado di evidenziare in modo più accurato metastasi polmonari, reale estensione della lesione, integrità della corticale, infiltrazione della midollare, rapporti con i tessuti molli e strutture neurovascolari contigue.

 

TRATTAMENTO

La terapia dell’ osteosarcoma è molto complessa e prevede l’associazione di diverse modalità per ottenere il controllo locale, per diminuire il rischio di sviluppare metastasi e quindi per avere un prolungamento della sopravvivenza. Il trattamento comprende: chirurgia, radioterapia e chemioterapia.

Il trattamento chirurgico prevede asportazione chirurgica ad ampio margine della neoplasia e, nel caso di osteosarcoma appendicolare, l’amputazione è il trattamento di prima scelta. L’amputazione dell’arto è di fatto solo palliativa se non associata a trattamento chemioterapico, infatti il 90% dei cani solo amputati muore per disseminazione metastatica entro 6-8 mesi dalla chirurgia, pertanto Il risultato principale in tal caso è l’eliminazione del dolore associato. Con la chemioterapia adiuvante il 36-50 % dei pazienti è vivo a un anno e solo il 10-15% a due anni. La chemioterapia rallenta infatti la comparsa di metastasi, prolungando la sopravvivenza del paziente e, per dare i risultati migliori, deve essere iniziata immediatamente dopo la chirurgia.

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