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Esame coprologico

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L’esame delle feci, detto esame coprologico, è un esame semplice ed economico che può essere eseguito nella pratica ambulatoriale. Lo scopo di questo esame è quello di identificare la causa di patologie sia gastrointestinali che polmonari su base parassitaria, le cui forme immature (larve, oocitsti, uova) si possono trovare nelle feci.

Il prelievo delle feci può essere eseguito direttamente dal retto oppure dal pavimento/ terreno/ lettiera, cercando di prestare attenzione a non raccogliere con il campione eccessivo materiale contaminante. La lettura microscopica deve essere eseguita il prima possibile, altrimenti si può refrigerare il campione, per evitare che si schiudano le uova necessarie per l’identificazione.

Vi sono differenti metodi di analisi in base all’obbietto della nostra ricerca:

  1. ESAME A FRESCO

Con tale metodica è possibile identificare oocisti, uova di nematodi, oncosfere di cestodi, raramente protozoi; solitamente il test è diagnostico in corso di infestazioni massive. Si aggiungono su un vetrino la stessa quantità di feci e di gocce d’acqua (oppure soluzione fisiologica) e si stempera il tutto per permettere alle uova di separarsi dal materiale grossolano presente nelle feci.
Si può anche eseguire la colorazione di Lugol per identificare trofozoiti e cisti di Giardia.

  1. ESAME MICROSCOPICO PREVIO ARRICCHIMENTO

È possibile identificare protozoi (stadi vegetativi o oocisti di Coccidi), uova di nematodi (ascaridi, anchilostomi, strongili, tricostrongili), oncosfere di cestodi, larve di elminti. Si basa su due metodiche:

  • Flottazione

Sfrutta la differenza tra il peso specifico delle uova e dei detriti fecali, i quali pesano di più e tendono pertanto a depositarsi sul fondo della provetta. Si utilizzano soluzioni sovrasature di sodio cloruro per far si che “vengano a galla” le uova più leggere di nematodi e cestodi. I trematodi, più pesanti, richiedono soluzioni con peso specifico maggiore. A 2 grammi di feci si aggiunge la soluzione in una provetta e si stempera il tutto. Il liquido viene aggiunto fino a che sul bordo della provetta non si crei un menisco su cui si poggia un vetrino coprioggetto. Dopo 10-15 minuti si osserva al microscopio.

  • Tecnica di sedimentazione (test di Baermann)

Serve per ricercare i nematodi broncopolmonari e, anziché prelevare un solo campione di feci come per le metodiche precedenti, è consigliata la raccolta del materiale fecale per tre giorni consecutivi. Si utilizza l’apparato di Barmann, che consiste in un imbuto montato su un piedistallo la cui estremità è collegata a un tubo di gomma chiuso da una pinza; viene posizionato un setaccio, coperto da un doppio strato di garze, all’interno dell’imbuto e successivamente viene ricoperto parzialmente di acqua. Le feci in esame vengono poste sulla garza e l’imbuto viene riempito d’acqua fino a lambire il materiale fecale; una volta completata la procedura, bisogna lasciare riposare a temperatura ambiente per una notte. Le larve migrano fino al fondo dell’imbuto ed il mattino seguente viene prelevato il liquido sul fondo, successivamente centrifugato ed il sedimento poi osservato al microscopio.

  1. TECNICHE IMMUNOMETRICHE

Servono per identificare le infezione da Giardia tramite un test immunoenzimatico rapido (ELISA). Con poche gocce di feci con aggiunta di una soluzione tampone/ coniugato, in pochi minuti in caso di positività comparirà una reazione colorimetrica di facile interpretazione.

 

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