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Paralisi della laringe

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La paralisi laringea è una patologia che colpisce sia cani che gatti e può essere definita come una diminuzione o totale assenza di abduzione (movimento di allontanamento, separazione) delle corde vocali e delle cartilagini aritenoidee durante l’inspirazione, dovuta ad una perdita d’innervazione del muscolo cricoaritenoideo dorsale responsabile dell’abduzione delle cartilagini aritenoidee. La paralisi della laringe può essere mono o bilaterale e colpisce maggiormente cani maschi.

Cenni di anatomia

I nervi responsabili dei movimenti laringei sono i nervi laringei craniali, che originano dal nervo vago a livello del ganglio nodoso, la cui branca interna provvede all’innervazione della mucosa laringea, mentre la branca esterna provvede all’innervazione motoria dei muscoli cricotiroidei. I nervi laringei ricorrenti originano dai nervi vaghi e circondano l’arteria succlavia a destra ed il legamento arterioso a sinistra; questi innervano tutti i muscoli laringei eccetto i cricotiroidei. Nel cane esistono tre cartilagini impari (l’epiglottide, la cartilagine cricoidea e la tiroidea) ed un paio di cartilagini aritenoidee con due processi: il corniculato ed il cuneiforme. Le due cartilagini aritenoidee sono connesse da un legamento che accoglie la piccola cartilagine inter-aritenoidea. (1)

Eziologia

Le cause di paralisi della laringe possono essere congenite o acquisite.

La forma congenita colpisce cani di razza quale Bovaro delle fiandre, Siberian husky, Bull terrier, Dalmata, Rottweilers, Pastore dei Pirenei (2-5). Nel Bovaro delle fiandre è stato messo in evidenza un gene autosomico dominante responsabile della trasmissione ereditaria della malattia6. L’ età di insorgenza dei segni clinici è solitamente prima dell’anno di età; anche i gatti possono essere affetti dalla forma congenita di questa patologia.

La forma acquisita di paralisi della laringe può essere invece associata a cause:

  • Neuromuscolari (come manifestazione di varie neuropatie periferiche quale, ad esempio, la myasthenia gravis)
  • Metaboliche (spesso l’ipotiroidismo è associato a paralisi laringea)
  • Traumatiche (in seguito a traumatismi del nervo laringeo ricorrente)
  • Infiammatorie
  • Neoplastiche
  • Iatrogene (in seguito ad interventi che possono causare la recisione o la manipolazione del nervo laringeo ricorrente come interventi che riguardano la trachea, la tiroide o la legatura del dotto di Botallo)
  • Idiopatiche (senza dubbio la maggior parte di casi di paralisi laringea in cani e gatti è dovuta a cause sconosciute)

 

Diagnosi

I segni clinici spesso riferiti dal proprietario sono: intolleranza all’esercizio, stridore inspiratorio, cambio della voce, tosse, vomito, e nei casi più gravi cianosi e crisi sincopali.

L’esame laringoscopico è la tecnica d’elezione per confermare la diagnosi. Tutte le strutture laringee devono essere osservate per parecchi atti respiratori in modo da poter valutare anche la minima anomalia nei movimenti di abduzione ed adduzione (movimento di avvicinamento) delle cartilagini aritenoidee.

Nell’animale sano queste si abducono durante l’inspirazione e si adducono nell’espirazione, mentre nel soggetto affetto da paralisi laringea il movimento di abduzione viene a mancare: bilateralmente se la paralisi è completa, monolateralmente (solitamente a sinistra) nel caso di emiplegia laringea.

Si consiglia inoltre di eseguire sempre una radiografia del collo, per escludere la presenza di masse peri-laringee o cervicali, ed una radiografia del torace per escludere la presenza di masse intratoraciche coinvolgenti il nervo laringeo, di edema polmonare conseguente allo sforzo inspiratorio o di polmonite ab-ingestis, anche se quest’ultima è una condizione infrequente.

Studi retrospettivi hanno evidenziato un’elevata incidenza di disturbi metabolici concomitanti a paralisi laringea; si consiglia, pertanto, il dosaggio degli ormoni tiroidei per escludere una condizione di ipotiroidismo. (7)

Trattamento

Alcuni soggetti necessitano di un trattamento d’urgenza che prevede innanzitutto la somministrazione di ossigeno tramite mascherina, cateteri nasali, gabbie ad ossigeno o, nei casi più gravi, tramite tracheostomia temporanea. Nei casi meno gravi è indicato l’utilizzo di cortisone per uso endovenoso, per diminuire l’edema infiammatorio perilaringeo. Nel caso di edema polmonare è consigliabile la somministrazione di diuretici. Nei soggetti particolarmente agitati può essere utile anche la somministrazione di tranquillanti, allo scopo di rendere meno affannoso il respiro.

Nei soggetti ipertermici è necessario abbassare la temperatura con frizioni di acqua fredda o con ghiaccio. (7-8)

Una volta confermata la paralisi laringea è necessario intervenire chirurgicamente per migliorare il flusso d’aria allargando lo spazio tra le corde vocali, senza accentuare il rischio di inspirazione di acqua o cibo. A questo proposito sono state descritte diverse tecniche:

Laringectomia parziale: è una tecnica piuttosto semplice che si esegue per via trans-orale o per via ventrale, che prevede l’escissione totale o parziale delle corde vocali e dei processi corniculati. (9-10)

Cordectomia: asportazione chirurgica di una o di tutte e due le corde vocali. (11)

Trasposizione di un lembo neuromuscolare: questa tecnica ripristina la funzionalità laringea mediante reinnervazione dei muscoli laringei, processo che tuttavia richiede un periodo fino ad 11 mesi.

Laringofissurazione: questa tecnica consiste in una laringotomia ventrale, con incisione mediana dentellata della cartilagine tiroidea. Uno dei lembi della cartilagine tiroidea viene dislocato cranialmente e suturato al controlaterale in modo da allargare la glottide. A questa tecnica si associa l’ablazione delle corde vocali. I risultati di questa tecnica sono soddisfacenti, tuttavia la necessità di eseguire una tracheotomia preliminare aumenta il rischio di formazione di tessuto di granulazione a livello di escissione delle corde vocali, con conseguente stenosi cicatriziale e le difficoltà tecniche rendono questo intervento poco praticabile. (12)

Lateralizzazione delle cartilagini aritenoidee mono o bilaterale: in questo intervento viene inciso il muscolo tireofaringeo e la cartilagine viene ancorata con un punto di sostegno e poi lateralizzata, dopo aver scontinuato l’articolazione tireocricoidea. Viene scontinuata anche l’articolazione cricoaritenoidea ed il legamento interaritenoideo viene reciso fra i due processi corniculati, prestando attenzione a non penetrare nella mucosa laringea.

Questo intervento permette, nella maggioranza dei casi, una eccezionale ripresa della normale funzionalità respiratoria. (7)

 

Bibliografia:

  1. “Chirurgia delle prime vie respiratorie” In: Fossum TW (2nd edition) Small Animal Surgery Mosby Inc. pp: 704-752
  2. Bennett PF, Clarke RE: Laryngeal paralysis in a Rottweiler with neuroaxonal dystrophy. Aust Vet J 75:784–786, 1997
  3. Braund KG, Shores A, Cochrane S, et al: Laryngeal paralysis-polyneuropathy complex in young Dalmatians. Am J Vet Res 55:534–541, 1994
  4. Venker-van Haagen AJ: Laryngeal paralysis in Bouviers Belge des Flandres and breeding advice to prevent this condition. Tijdschr Diergeneeskd 107:21–22, 1982
  5. Gabriel A, Poncelet L, van Ham L, et al: Laryngeal paralysis-polyneuropathy complex in young related Pyrenean mountain dogs. J Sm Anim Pract 47:144, 2006.ù
  6. Ubbink GJ, Knol BW, Bouw J: The relationship between homozygosity and the occurrence of specific diseases in Bouvier Belge des Flandres dogs in The Netherlands. Vet Q 14:137–140, 1992
  7. Monnet E, Tobias KM “Lharynx” In: Tobias KM (1st edition) Veterinary Surgery Small Animal Saunders/Elsevier 2012. pp: 1718-1733
  8. MacPhail CM, Monnet E: Outcome of and postoperative complications in dogs undergoing surgical treatment of laryngeal paralysis: 140 cases (1985–1998). J Am Vet Med Assoc 218:1949–1956, 2001
  9. Harvey CE: Partial laryngectomy in the dog. I: healing and swallowing function in normal dogs. Vet Surg 12:192, 1983
  10. Harvey CE: Partial laryngectomy in the dog. II: immediate increase in glottic area obtained and compared with other laryngeal surgical procedures. Vet Surg 12:197, 1983.
  11. Henrikson DM: Technique of devocalizing dogs. J Am Vet Med Assoc 155:21, 1969
  12. Lozier S, Pope E: Effects of arytenoid abduction and modified castellated laryngofissure on the rima glottidis in canine cadavers. Vet Surg 21:195–200, 1992

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