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Giardiasi

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Eziologia

Giardia spp. è un genere di parassiti, protozoi flagellati, che albergano nell’intestino tenue di uomo e numerose specie animali, domestiche e selvatiche. Ad oggi si conoscono cinque specie appartenenti a questo genere e soltanto una, la Giardia duodenalis (anche denominata G. intestinalis e G. lamblia), può essere responsabile dell’infestazione di molti mammiferi, tra cui l’uomo. Gli studi molecolari effettuati negli ultimi anni su G. duodenalis hanno dimostrato che questo microrganismo può essere paragonato ad un complesso di assemblaggi: si considerano attualmente esistenti gli assemblaggi A,B,C,D,E,F,G,H. Solo gli assemblaggi A e B sono associati alle infestazioni umane e di altri mammiferi, mentre le altre morfologie molecolari manifestano una più netta specificità di ospite e rivestono importanza esclusivamente in campo veterinario. Gli assemblaggi specifici di cane e gatto sono C, D ed F, ma si possono riscontrare anche A e B e recentemente è stata osservata l’infestazione da parte dell’assemblaggio C nell’uomo. (1)(2)(4)

Epidemiologia

La giardiasi rappresenta una delle più frequenti parassitosi nei soggetti al di sotto dell’anno di età, ma può ugualmente colpire anziani, immunodepressi od individui che si ritrovano in condizioni particolari di stress come il sovraffollamento (ad esempio nei canili). Il ciclo vitale del parassita comprende due forme biologiche: la ciste (permette il passaggio da un ospite all’altro) ed il trofozoita (si ritrova nell’intestino dell’ospite definitivo). La ciste è resistente ai fattori ambientali ed offre al parassita ampie opportunità di essere trasmesso direttamente da un soggetto infetto ad uno sano o, indirettamente, attraverso la contaminazione dell’ambiente e/o di acqua e cibo. L’acqua ricopre un ruolo molto importante come veicolo di trasmissione dell’infezione, la quale avviene principalmente per via oro-fecale. (2)(3)(4)

Patogenesi

Le cisti, una volta ingerite, raggiungono l’intestino, ove avviene il processo di escistazione, il quale ha una durata di dieci minuti circa. Durante questa fase si ha la liberazione dei trofozoiti che iniziano a replicarsi e ad aderire, attraverso una struttura denominata disco adesivo, alle cellule epiteliali della mucosa intestinale, danneggiandole. Durante il passaggio attraverso il colon, i trofozoiti iniziano il processo di incistamento, caratterizzato dalla retrazione dei flagelli, condensazione del citoplasma e formazione della parete cistica. Le cisti infettanti possono essere escrete con le feci dell’ospite. La dose infettante è piuttosto bassa (10-25 cisti). La durata complessiva del ciclo vitale è compresa tra i quattro e i quindici giorni. (2)(3)(4)

Sintomatologia

La sintomatologia è rappresentata principalmente da diarrea intermittente (pastosa, mucosa), anoressia, vomito, letargia e perdita di peso. Ovviamente il quadro può variare a seconda dell’età del soggetto, della condizione immunologica, dalla carica infestante e dalla presenza di eventuali infezioni concomitanti. (2)(3)(4)

Diagnosi e Terapia

Le indagini di laboratorio utili a diagnosticare la giardiasi sono la flottazione in centrifuga utilizzando una soluzione a base di zinco solfato, l’ImmunoFluorescenza Diretta (IFA), la PCR (utilizzata principalmente per l’identificazione degli assemblaggi) ed il test immuno-enzimatico rapido (ELISA), alla base della tecnologia dei dispositivi Snap Test. Tuttavia, in caso di risultato negativo dello snap test in soggetti ad alto rischio (canili, allevamenti) od in cui il sospetto clinico diagnostico è fortemente probante, è consigliabile ripetere il test. La terapia d’elezione prevede l’utilizzo di farmaci appartenenti alle classi degli: nitroimidazoli (metronidazolo), benzimidazoli (albendazolo, febendazolo), amminoglicosidi (paromomicina). E’ sempre consigliato, al termine della terapia, ripetere l’esame delle feci in modo da poter valutare l’effettivo successo terapeutico. Si possono manifestare delle reinfezioni, soprattutto se la contaminazione ambientale non viene eliminata, inoltre bisogna ricordare che in alcuni soggetti si può arrivare a non riuscire a debellare completamente la patologia, pertanto essi rimarranno dei portatori asintomatici che tuttavia, in concomitanza di eventi stressanti o fattori predisponenti un abbassamento delle difese immunitarie, potrebbero ripresentare la sintomatologia. (2)(3)(5)

 

 

Profilassi

La pulizia e l’asciugatura dell'ambiente, l'uso di utensili puliti per il cibo e l’acqua e lo smaltimento corretto delle feci sono pre-requisiti indispensabili per evitare la trasmissione tra animali della patologia. Ci sono indicazioni secondo le quali le cisti sulle superfici vengono inattivate da composti quaternari dell’ammonio, ma non esistono disinfettanti registrati a tale scopo. E’ obbligatoria l'igiene del personale addetto agli animali. Risultano di fondamentale importanza preventiva gli esami parassitologici su cuccioli o gattini quando questi vengono introdotti in ambienti con altri animali domestici, o sugli animali che entrano in un allevamento. Animali diarroici o che possono fungere da portatori devono essere sempre posti in quarantena e sottoposti ad un corretto iter diagnostico e terapeutico. (4)

 

 

1) Štrkolcová G, Maďar M, Hinney B, Goldová M, Mojžišová J, Halánová M. “Dog's genotype of Giardia duodenalis in human: first evidence in Europe.”  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26408607

2) http://www.federica.unina.it/medicina-veterinaria/antropozoonosi-parassitarie/protozoi-giardia/

3) https://www.cdc.gov/dpdx/giardiasis/index.html

4) http://www.esccap.org/uploads/docs/lsbn9a5j_ESCCAPItaly_Protozoi_6_2012.pdf pag. 5-7

5) M.Bouzid, K. Halai, D. Jeffreys, P. R.Hunter, “The prevalence of Giardia infection in dogs and cats, a systematic review and meta-analysis of prevalence studies from stool samples” Veterinary Parasitology Volume 207, Issues 3–4, 30 January 2015, Pages 181-202, Elsevier https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0304401714006451?via%3Dihub 

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