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Piometra

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Con il termine piometra si intende l’accumulo di materiale purulento nell’utero ed i cambiamenti ovarici e sistemici associati.

La piometra è una patologia della fase diestrale del ciclo ovarico. In questo periodo, il corpo luteo secerne attivamente progesterone, il quale determina un aumento della secrezione delle ghiandole uterine, inibisce la contrazione del miometrio e mantiene la cervice chiusa.

Il ripetersi dei diestri nelle cagne non sterilizzate espone l’utero a ripetuti episodi di aumento delle concentrazioni di progesterone. E’ per questo che, con il passare degli anni, si ha un aumento del rischio di sviluppo di iperplasia cistica endometriale e conseguente piometra.

La piometra è infatti uno, nonché il terminale, dei quattro stadi del complesso iperplasia cistica-piometra.

Il I stadio (o tipo I) d’iperplasia endometriale si verifica nei cani di età media e non è collegato al ciclo ovarico. L’endometrio ispessito, in questo caso, è rivestito da numerose cisti traslucide a parete sottile. Nel tipo II e III i cambiamenti uterini si verificano durante il diestro, quando le concentrazioni di progesterone sono più elevate e la cervice è rilassata e pervia. Nel tipo II nella parete uterina è presente un infiltrato diffuso di plasmacellule, unitamente alla iperplasia cistica endometriale. Nel tipo III, oltre all’iperplasia cistica endometriale, è presente una reazione infiammatoria acuta dell’endometrio. Le cagne con segni clinici di piometra, in genere, presentano le mutazioni uterine del tipo III. Con il tipo IV, endometrite cronica, la cervice può essere aperta o chiusa.

La piometra è una patologia che si può verificare anche nei gatti. Le lesioni uterine più spesso si presentano in questa specie come aree focali di proliferazione polipoide; nel gatto cisti localizzate sono alternate a tessuto endometriale normale. Si possono riscontrare cisti di dimensioni maggiori unite all’utero da sottili peduncoli. Le cisti, in genere, sono asintomatiche, a meno che, la torsione di una di esse, peduncolata, determini un’emorragia.

I gatti non ovulano spontaneamente, per cui è probabile che si verifichi una malattia progesterone-dipendente, come la piometra, dopo un accoppiamento sterile, tuttavia tale patologia si può verificare anche in gatti che non si sono accoppiati. Una gatta può infatti reagire ad una modica stimolazione sufficiente a determinare l’ovulazione e la produzione di un corpo luteo. La piometra nei gatti difficilmente si verifica nei mesi da settembre a dicembre, perché si solito questo è il periodo che corrisponde all’anaestro per molti animali. Lo stimolo determinato dal progesterone rende l’utero più sensibile alle infezioni, probabilmente a causa dell’inibizione della risposta leucocitaria e del notevole legame tra gli antigeni di Escherichia Coli e l’utero all’inizio della fase diestrale.

La piometra è una malattia polisistemica. In grado diverso si possono associare leucocitosi, anemia, ipoalbuminemia, iperglobulinemia, aumentati livelli di fosfatasi alcalina, iperazotemia e acidosi. La leucocitosi e l’iperglobulinemia sono correlate alle condizioni infiammatorie dell’utero. L’ipoalbuminemia non è causata solo da una perdita di proteine nell’urina, ma può essere determinata da una diminuita produzione epatica, da una ridotta assunzione proteica e dalla perdita all’interno dell’utero. L’anemia non rigenerativa è associata alla diapedesi degli eritrociti nel lume uterino e dalla depressione tossica dell’eritropoiesi.

Alcuni cani affetti da piometra mostrano alcalosi respiratoria, ma è l’acidosi metabolica il più importante squilibrio acido- basico associato a questa patologia. I cani con grave acidosi sono facilmente ipovolemici ed in stato settico.

 

Diagnosi

In genere, la diagnosi di piometra viene effettuata tramite la raccolta anamnestica, l’esame clinico ed i risultati della biochimica. Si deve sospettare la piometra in tutte quelle cagne o gatte ammalate ed in fase diestrale. Di solito è presente scolo vaginale, a meno che la cervice non sia chiusa. Devono essere escluse le altre cause di scolo vaginale. La piometra può verificarsi a qualsiasi età dopo il primo estro (sono inclusi range di età da 6 mesi a 18 anni nei cani e da 1 a 20 anni nei gatti), anche se più frequentemente nelle cagne sopra i 6 mesi ed entro le 8 settimane dall’ultimo estro. Nei gatti la piometra si verifica più frequentemente entro le 4 settimane dall’estro.

Il tipo e la gravità dei segni clinici della piometra sono in relazione alla pervietà della cervice, alla durata della malattia ed alle patologie extragenitali associate. I segni clinici più frequentemente descritti nei cani sono: anoressia, polidipsia, abbattimento, scolo vaginale, vomito e diarrea. L’esplorazione digitale della vagina è utile per la diagnosi di eventuali tumori vaginali causa di scolo vaginale. Per diagnosticare vaginiti può essere utile l’esame vaginoscopico. La maggior parte delle cagne e delle gatte affette da piometra mostra temperatura nella norma, il 20-30% ha ipertermia ed un esiguo numero di animali è ipotermico a causa della sepsi.

I segni di una piometra sono più difficili da interpretare nei gatti rispetto ai cani. I gatti possono mostrare solo una leggera anoressia ed un ottundimento del sensorio, fino a quando la patologia non è molto avanzata. I principali segni riferiti dai proprietari sono scolo vaginale, anoressia e letargia. Meno comunemente si osservano vomito, perdita di peso, distensione addominale e polidipsia-poliuria. In genere nel gatto non è presente un notevole scolo vaginale a causa dell’abitudine di questi a lambirsi molto. L’esame fisico può rilevare del secreto adeso ai peli dell’area perineale. In alcuni cani e gatti è possibile sentire l’ingrossamento dell’utero alla palpazione addominale.

I risultati di laboratorio non sono patognomonici per piometra. In genere la conta leucocitaria supera i 15.000, sebbene alcuni soggetti non mostrino leucocitosi ed altri al contrario leucopenia. Parallelamente è molto importante valutare attentamente anche la funzionalità renale.

All’esame radiografico nella parte caudale dell’addome si può osservare una struttura tubolare con radiopacità simile a liquido. L’utero ha un aspetto simile all’inizio della gravidanza e subito dopo il parto. In alcuni cani affetti da piometra, anche con la cervice chiusa, all’esame radiografico non si evidenzia la silhouette dell’utero.

L’esame ecografico è utile per la conferma diagnostica, determinare le dimensioni uterine, lo spessore della parete e la presenza ed ecogenicità del liquido all’interno dell’utero.

 

Trattamento

Il trattamento di elezione della piometra è l’ovarioisterectomia. All’atto dell’induzione anestetica, si somministra un antibiotico ad ampio spettro per via intravenosa, continuando poi la terapia per 7-10 giorni dopo l’intervento. La terapia correttiva della disidratazione, dell’acidosi e della sepsi, iniziata prima dell’intervento è continuata, secondo necessità, durante e dopo la chirurgia. Negli animali molto abbattuti, si consiglia di non ritardare l’intervento per più di poche ore, questo perché l’utero patologico continua a contribuire alla batteriemia e alla setticemia.

La terapia medica della piometra mira ad abbassare le concentrazioni di progesterone, eliminare i batteri e determinare l’apertura della cervice. I farmaci più comunemente utilizzati in associazione agli antibiotici sono gli antagonisti dei recettori del progesterone, le prostaglandine, e gli agonisti della dopamina.

Nelle cagne con piometra a cervice chiusa, le condizioni possono essere così precarie da sconsigliare la terapia medica. In questo caso si esegue immediatamente l’ovarioisterectomia. Lo stesso tipo di intervento può rendersi necessario negli animali che non rispondono alla terapia medica.

 

Idrometra e mucometra

L’idrometra e la mucometra sono accumuli sterili di liquido all’interno dell’utero proveniente dalla secrezione delle ghiandole endometriali sotto stimolazione progestinica. Il drenaggio può essere impedito dalla cervice chiusa o da cisti polipoidi derivate da una iperplasia cistica endometriale. Il liquido si può estendere nell’ovidotto, determinando idrosalpinge e mucosalpinge.

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