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Pneumotorace

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Il termine pneumotorace indica l’accumulo di aria o gas nello spazio pleurico.

 

Classificazione ed eziopatogenesi:

Lo pneumotorace viene classificato in aperto o chiuso, a seconda se si ha o meno contatto con l’esterno, o in base all’eziologia in traumatico, spontaneo e iatrogeno. L’aria in torace può penetrare per via pleuro-cutanea (traumi toracici penetranti), pleuro-polmonare (traumi di trachea, bronchi o parenchima polmonare) o pleuro-esofagea (danni e/o perforazioni esofagee).

La causa più comune di pneumotorace nei piccoli animali è rappresentata da traumi della parete toracica causati da morsi, spari, ferite da taglio o frecce. I traumi iatrogeni che più frequentemente determinano pneumotorace sono quelli provocati in corso di toracentesi, toracoscopia, chirurgie toraciche, applicazione di drenaggi toracici, ventilazione meccanica o intubazione tracheale. Inoltre lesioni esofagee conseguenti alla presenza o alla rimozione di corpi estranei posso altresì causare accumulo di aria libera in cavità toracica.

La forma spontanea di pneumotorace è rara e si ha quando non è possibile identificare cause traumatiche. Altre cause frequenti sono bullae polmonari, blebs sub-pleuriche, enfisemi, neoplasie polmonari, pleuriti, corpi estranei migranti, ascessi polmonari, asma felina, polmoniti croniche o parassiti cardiaci.

Il pneumotorace traumatico aperto è associato ad un trauma penetrante la cavità toracica mentre quello chiuso ad un trauma da impatto o iatrogeno. Nel pneumotorace chiuso il trauma determina una rottura della pleura viscerale con lesioni del parenchima polmonare o delle vie aeree. In questo caso si assiste ad un improvviso considerevole aumento della pressione intratoracica, compressione brusca del torace a glottide chiusa, seguita da decompressione e lacerazione polmonare con conseguente formazione di pneumotorace chiuso normoteso. Classici esempi sono gli investimenti automobilistici e le cadute dall’alto.

Nel pneumotorace traumatico aperto, invece, si ha lacerazione della parete toracica per traumi penetranti con rottura della pleura parietale e soluzione di continuo a tutto spessore della parete toracica. Se la ferita è ampia l’aria entra ed esce dalla ferita, oltre che dalle vie aeree, provocando un pneumotorace normoteso. In caso di ferite di piccole dimensioni invece, con lembi che si muovono, si forma un pneumotorace iperteso o a valvola in cui in inspirazione i lembi si separano, entrano nella ferita consentendo all’aria di penetrare in torace, in espirazione invece i lembi della ferita si chiudono e l’aria non fuoriesce dalla ferita e si accumula nello spazio pleurico con aumento notevole della pressione intrapleurica. Questa situazione è molto grave poiché l’aria accumulandosi comprime polmoni, cuore e grossi vasi, arterie, vene polmonari e vene cave, provocando un deficit nel ritorno venoso al cuore cui può conseguire shock ipovolemico e morte (1,2).

 

 

Segnalamento:

Il pneumotorace traumatico è di più frequente riscontro in cani maschi, giovani perché maggiormente esposti al rischio di traumi, quali investimenti e ferite da morso. Lo pneumotorace spontaneo interessa per lo più cani di razza grande o gigante con torace profondo, ma può colpire anche soggetti di piccola mole. Il Siberian Huskies è tra le razze maggiormente a rischio di sviluppo di penumotorace spontaneo primario.

Non c’è predisposizione di sesso e non sembrano esserci fasce di età più a rischio di altre (3,5).

 

Segni clinici e diagnosi:

Il paziente può essere portato a visita successivamente a palesi eventi traumatici quali investimento da auto, cadute dall’alto etc e mostrare segni di trauma come ferite da morso penetranti, ecchimosi o fratture.

Soggetti con penumotorace lieve possono essere asintomatici, mentre nei casi più gravi si osserva un pattern respiratorio restrittivo con ipoventilazione ed attenuazione dei rumori polmonari. In caso di pneunotorace iperteso la diminuzione del ritorno venoso può causare tachipnea, tachicardia, shock e morte.

La diagnosi definitiva viene fatta mediante uno studio radiografico del torace solo dopo aver stabilizzato il paziente (mediante toracentesi), poiché le manipolazioni ed il posizionamento sul tavolo radiologico potrebbero provocare un peggioramento della sintomatologia respiratoria e cardiovascolare.

I segni radiografici caratteristici sono una retrazione dei margini polmonari dalla parete toracica e l’elevazione della silhouette cardiaca dallo sterno, oltre che un aumento della radiopacità polmonare conseguente all’atelettasia. Se presenti lesioni tracheali o esofagee può essere associato anche uno pneumomediastino, visibile radiograficamente mediante la visualizzazione netta di strutture mediastiniche, quali aorta, trachea, vena cava ed esofago, che vengono messe in risalto dalla presenza, anomala, di aria in medistino (1, 2, 6).

Trattamento e prognosi:

Se il paziente mostra dispnea respiratoria bisogna innanzitutto provvedere a stabilizzarlo mediante ossigenoterapia e toracentesi. Se l’aria si accumula troppo velocemente può essere necessario l’inserimento di un drenaggio toracico, intermittente o continuo, a seconda della velocità di accumulo dell’aria. È inoltre necessario proteggere le ferite aperte e provvedere a chiuderle una volta che il paziente è stabile, drenando l’aria accumulatasi in cavità toracica.

Il trattamento chirurgico è riservato ai casi in cui si assiste ad un accumulo d’aria continuo o ripetuto entro 5 giorni. La chirurgia è inoltre indicata in caso di ascessi polmonari, corpi estranei pleurici e/o polmonari, bullae o blebs, lesioni di masse toraciche o corpi estranei esofagei. Uno studio su cani affetti da pneumotorace spontaneo ha evidenziato un minor tasso di recidive e di mortalità in pazienti trattati chirurgicamente rispetto a quelli trattati con terapia conservativa.

In caso di pneumotorace traumatico raramente si rende necessaria una terapia chirurgica e la prognosi può essere eccellente nei soggetti in cui si è riusciti ad avviare una specifica terapia prima dell’aggravamento della sintomatologia (1,2,5).

 

 

Bibliografia:

  1. “Chirurgia delle vie respiratorie inferiori: cavità pleurica e diaframma” In: Fossum TW (2nd edition) Small Animal Surgery Mosby Inc. pp: 797-801
  2. Radlinsky MG “Thoracic cavity” In: Tobias KM (1st edition) Veterinary Surgery Small Animal Saunders/Elsevier 2012. pp: 1801-1803
  3. Groblinger K, Lorinson D, Wiskocil L. Spontaneus penumothorax caused by bullae pulmonales in four Huskies. Vet Surg 2001;30:304.
  4. Lipscomb VJ, Hardie RJ, Dubielzig RR. Spontaneous pnemothorax caused by pulmonary blebs and bullae in 12 dogs. JAAHA 2003;39:435-445.
  5. Puerto DA, Brockman DJ, Linquist C, et al. Surgical and nonsurgical management of and selected risk factors for spontaneous pneumothorax in dogs: 64 cases (1986-1999). JAVMA 2002;220(11):1670-1674
  6. Van den Broek A: Pneumomediastinum in seventeen dogs: aetiology and radiographic signs. J Sm Anim Pract 27:747, 1986.

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