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Ipertensione arteriosa nel cane e nel gatto

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Con il termine pressione arteriosa si indica la pressione sanguigna in un determinato vaso arterioso, la quale è influenzata dalla compliance arteriosa, dalla viscosità del sangue e dalle resistenze periferiche.  Si distinguono una pressione arteriosa sistolica o massima, corrispondente alla fase di sistole ventricolare sinistra, ed una pressione arteriosa diastolica o minima, che coincide con la fase di diastole ventricolare sinistra.

La pressione arteriosa varia non solo in funzione delle diverse richieste dell’organismo, quali stress ed esercizio fisico, ma anche tramite meccanismi del sistema nervoso atti a mantenere la pressione stessa entro limiti di normalità.

Ad oggi, secondo recenti studi, i valori di pressione arteriosa di riferimento nel gatto sono 139 mmhg di sistolica e 77 mmhg di diastolica (Bodey A.R. 1998). Nel cane si considerano 133 mmhg di sistolica e 75 mmhg (Bodey A.R. 1996) di diastolica, sottolineando che per questa specie esistono valori di riferimento diversi a seconda della razza.

Il monitoraggio della pressione arteriosa sistemica nel cane e nel gatto non è un’operazione semplice, in quanto risente notevolmente dell’influenza della tecnica di misurazione, dell’esperienza dell’operatore e delle condizioni ambientali in cui viene effettuata (1,2). Per questo motivo si preferisce effettuare un approccio integrato di più metodiche, in modo da  rendere più precisa la conclusione diagnostica.

La misurazione della pressione arteriosa sistemica può essere effettuata tramite metodiche dirette ed indirette,  le prime prevedono l’introduzione di una cannula in un’arteria. Tra le metodiche indirette ricordiamo il metodo oscillometrico, che determina una stima delle misure pressorie attraverso la valutazione dell’oscillazione della parete vasale, e la metodica Doppler. In entrambi i casi viene applicato un bracciale a livello di arto o coda e vengono effettuate 7 misurazioni dalle quali ottenere dei valori medi, escludendo il risultato con valori più alti e quello con i valori più bassi sia della misurazione sistolica che della diastolica.

L’ipertensione sistemica, patologia che colpisce anche l’uomo oltre agli animali domestici, è caratterizzata da un aumento stabile dei valori pressori. Lo stato ipertensivo si può instaurare in seguito ad alterazioni degli apparati atti a mantenere l’omeostasi pressoria (sistema nervoso, endocrino e renale), oppure come danno primario. Le   patologie renali sono tra le cause più comuni di ipertensione nel cane e nel gatto, tuttavia il rene rappresenta anche uno degli organi bersaglio di questa malattia, ovvero organi che risentono particolarmente dell’aumento delle pressioni sanguigne (oltre al rene ricordiamo il sistema cardiovascolare, il sistema nervoso centrale, l’occhio).

Un aumento della pressione arteriosa sistemica comporta inoltre un aumento del lavoro cardiaco (tale da portare allo sviluppo di una ipertrofia miocardica) e delle modificazioni delle arterie.

A livello oculare e retinico si riflettono le alterazioni arteriolari presenti in tutti i distretti dell’organismo, quindi è possibile evidenziare un aumento della tortuosità dei vasi retinici, che può essere diagnosticato attraverso una visita oftalmologica specialistica.

In virtù di quanto appena detto risulta fondamentale un approccio integrato per lo studio dell’ipertensione sistemica, composto da misurazioni seriali della stessa, esame ecocardiografico e visita oftalmologica.

Nei nostri animali l’ipertensione sistemica è spesso secondaria ad altre patologie, quindi risulta discriminante a livello prognostico la diagnosi della causa primaria, quando presente, la cui risoluzione sarà correlata al ripristino della normale condizione pressoria. La terapia medica, atta a migliorare la sintomatologia clinica del nostro paziente e la sua prognosi, ha lo scopo di frenare i danni secondari agli organi bersaglio, in particolare a livello renale (3).




 

  1. Spangler W.L., Gribble D.H., Weiser M.G., “Canine hypertension: a review”, JAVMA, 170: 995-998, 1977.

  2. Belew A.M., Barlett T., Brown S.A., “Evaluation of the White-coat effect in cats” J.Vet.Intern.Med., 13:134-142, 1999.

  3. Poggi M., Bergamasco L., Borgarelli M., Bussadori C.M., Regolazione della pressione arteriosa ed ipertensione nel cane e nel gatto: fisiologia, fisiopatologia, clinica e terapia. Veterinaria, Anno 14, n. 1, Aprile 2000

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